Wikipedia in Veneto

Wikipedia in Veneto

«Benvegnui su la Wikipedia en léngua vèneta!». Così recita la home page all’indirizzo www.vec.wikipedia.org. Ed è un «veneto 2.0» quello sbarcato sulle pagine della più famosa enciclopedia digitale online. La pagina principale, sorta nel 2005, si presenta del tutto simile a quella della «sorella maggiore» non fosse per quel «cerca», in basso a sinistra, che diventa «ser­ca », o quel link «una voce a ca­so », che si tramuta in un ironico «na paxèna a ocio». Le voci ag­giornate risultano essere, ad og­gi, 8.367 e la sezione «Ciàcole», dedicata allo sviluppo, è occupa­ta dai commenti dei collaborato­ri, rigorosamente in lingua vene­ta. Qualsiasi parola che compare nella pagina veneta di Wikipedia trova il suo corrispettivo e ogni link reca la pronuncia.

Lodovico Pizzati, professore di Economia all’università Ca’ Foscari di Venezia, è noto come uno dei primi scriventi e compi­­latori della Wikipedia in veneto: «Ciò non significa che io ne sia il fondatore ma solo uno dei primi ad interessarmene - spiega Pizza­ti - . Un fondatore vero e proprio non ci può essere, perchè uno strumento come Wikipedia muo­ve i primi passi grazie a una co­munità di riferimento che porta avanti il progetto e lo sviluppa. Semmai ci può essere un’idea co­mune di aggiornare con quante più voci si creda». E non è un ca­so che la spinta più grande alla community di cui anche Pizzati fa parte, l’abbia data il dibattito culturale sul riconoscimento le­gale della lingua veneta e la suc­cessiva proposta di inserirla tra le minoranze linguistiche tutela­te dallo Stato italiano.

Spiega Pizzati: «Il nostro non è dialetto, ma vera e propria lingua riconosciuta a livello internazionale con un codice -vec-. E Wikipedia ne potrebbe essere un simbolo, dato che le varie sfumature sono onnipresenti. Non ci sono parametri da rispettare poiché non esistono regole, tuttavia prendiamo come riferimento principale il padovano, il vicentino e il rovigotto». E in effetti le avvertenze, o meglio «avvertense », sono subito chiarite nelle prime righe della home page: «La léngua vèneta no la ga gnancóra na grafía e na lengua onefegà e mìa tuti i xe bòni a scrívar inte una de le tante che ghe xe».

Navigando tra le pagine, co­munque, si può notare subito co­me si cerchi, anche istintivamen­te, uno standard di scrittura e an­che se non esiste una grammati­ca comune si può garantire ugualmente una comprensibili­tà. Questa nota, probabilmente, contravviene ad alcuni principi cardine di Wikipedia, che fa in­tervenire immediatamente i let­tori in qualsiasi momento, qua­lora ciò che compare non è esat­to o anche solo parzialmente sbagliato. In questi casi si adot­ta, chiosa Pizzuti, un’elasticità maggiore: «Sia ben chiaro che non c’è nessuna “maestrina” che corregge in rosso e anche nel caso si rilevassero delle ine­sattezze si agirebbe solo in rela­zione ai contenuti e non alla grammatica vera e propria». Ai fatti, dunque. Proprio per que­sto lo studioso ammette di rite­nere più valida o comunque più affidabile la pratica di Wikipe­dia: «Disemo che se tuti i ghe mete le man, ghe più controlo e l’è superiore anca ala enciclope­dia Britanica».