Storia - Astico e Brenta

Storia - Astico e Brenta

La storia di quest’area dopo l’anno 1000 è più o meno la stessa che accomuna tutto il vicentino, cioè un continuo avvicendarsi di dominazioni: dalle famiglie feudatarie, agli Ezzelini, poi a Vicenza, quindi agli Scaligeri, ai Visconti, e finalmente a Venezia, prima dell’annessione al Regno d’Italia.
Nel florido periodo veneziano furono edificate numerose ville padronali, inserite in scenografici parchi, che con le colombare e lo svettante campanile costituiscono i tratti caratteristici della villa veneta.
Un esempio interessante è in zona Lonedo di Lugo Villa Godi Malinverni, prima opera del Palladio datata 1542 e splendida nella sua semplice maestosità.
I saloni sono stati affrescati dai grandi artisti dell’epoca, quali Gianbattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano.
Nella Sala Congressi, si trova il dipinto di Annigoni, La Strega, diventato simbolo della villa stessa. I giardini all’italiana e il Parco completano lo splendore.
Annesso al palazzo e sistemato in un padiglione esterno compreso nel parco, il Museo dei Fossili, fondato nel 1852 dal Conte Andrea Piovene, conserva importanti reperti storici, tra cui la più grande palma fossile mai rinvenuta, alta ben 9 metri e conosciuta dagli studiosi di tutto il mondo. La sommità del colle di Lonedo trova meravigliosa continuazione nella Villa Piovene, ultima opera del Palladio, finita postuma dall’allievo Muttoni. Circondata dal parco romantico degli inizi dell’Ottocento, la villa domina il colle con il suo incantevole proneo, l’ampio colonnato e la grandiosa scalinata ai cui lati si trovano i giardini a terrazze.
Ma una lunghissima storia di vita e tradizioni, che risalgono addirittura al neolitico, ci viene ampiamente raccontata e documentata nel “Museo Diffuso” di Lusiana, che comprende zone di particolare interesse storico:
- Il Sentiero delle Calcare è situato nel cuore di una faggetta, dove sorgono i baiti del boscaiolo. Le ricostruzioni della calcara e della carbonara documentano la produzione di calce e l’antico legame dell’uomo al bosco.
- Il Villaggio preistorico del Monte Corgnon si raggiunge dal centro di Lusiana, percorrendo un sentiero tra gli alberi, sino all’antico insediamento del monte Corgnon, abitato dall’uomo già dal neolitico, dove, sui resti di un antico castelliere, è stato ricostruito un villaggio preistorico
- Il Parco del Sojo è un parco realizzato su uno sperone roccioso abitato dal tardo neolitico che accoglie sculture d’arte contemporanea in curiosa relazione con l’ambiente, determinando una nuova percezione dello spazio e un nuovo senso dello trascorrere del tempo. Ricco di fascino e mistero, per la leggenda è popolato da streghe.
- La Valle Dei Mulini, percorsa dal torrente Chiavone Bianco, lungo il corso conserva vecchie strutture di inizio secolo, mulini per il frumento, il maglio battiferro, i brillatoi per l’orzo.
- Il Museo Palazzon nel centro del paese di Lusiana accoglie una raccolta etnografica che racconta i costumi e le tradizioni locali in ambienti fedelmente ricostruiti: cucina,cantina, casara, portico, spazi esterni.
Prima di lasciare Lusiana, meritano una visita la chiesa parrocchiale di Santa Caterina che custodisce una cinquecentesca tela dell’altare maggiore opera di Jacopo da Ponte, e la contrada Piazza Campana, dove si trova la campana più antica dell’altopiano, risalente al 1383.
Importanti testimonianze del benessere diffuso nel periodo veneziano, a Breganze sorgono numerose ville e torri colombare, fortificazioni che rappresentavano le famiglie proprietarie, con la loro mole, la dislocazione e le insegne.
Mentre oggi sono famose perché ospitano i torresani, piccioni di torre.
E ancora, meritano una visita Villa Mascarello - Noventa, fortilizio medioevale trasformato in villa nel ‘400, e le seicentesche Villa Monza con cappella gentilizia e Villa Diedo, con la gradinata barocca fiancheggiata da statue. Un ultimo interessante sfizio storico è l’antico Maglio Tamiello, fucina di fabbro risalente al XVI secolo, dove è ancora perfettamente funzionante un maglio azionato dalla forza dell’acqua mediante una ruota sulla Roggia Breganzina.