Storia - Alto Astico

Storia - Alto Astico

L’ area della comunità Montana Alto Astico e Posina, è un punto di collegamento storico tra Italia e Germania, posto alla confluenza dell’Astico e del Posina, vallate di transito verso la Valsugana.
Le prime tracce della presenza dell’uomo qui risalgono all’epoca preistorica, come documentano alcuni reperti e selci ritrovate sull’Altopiano dei Fiorentini.
Attorno all’anno 1000 questo territorio fu abitato da una popolazione bavarese, dopodiché in 400 anni di storia si avvicendarono nel controllo della zona, Vicenza, gli Ezzelini, i Padovani, gli Scaligeri, i Visconti, i Veneziani, i Francesi e gli Austriaci.
Poi arrivò il periodo drammatico delle due guerre, con le terribili violenze e i saccheggi, che segnarono in modo indelebile il territorio conteso e difeso con strenue battaglie.
I luoghi della Grande Guerra, eletti a monumenti sacri, sembrano vegliare su un panorama di paesi e contrade dove il tempo non si è mai fermato. Il sacrario militare di Arsiero raccoglie le salme di duemila soldati italiani e austriaci caduti in guerra.
Da Tonezza del Cimone, salendo al Cimone, i boschi di latifoglie non celano del tutto gli antichi camminamenti, né le trincee e l’articolata rete di gallerie.
Un enorme cratere, scavato da una mina austriaca, è sormontato dalla cuspide di un ossario in memoria dei caduti della Grande Guerra.
Da qui inoltre si vedono la galleria elicoidale di Cima Neutra e il Caviojo con il corno ducale.
A Colletto di Velo si trovano tracce delle trincee dell’ultima linea di difesa italiana approntata per fermare la Strafexpedition, spedizione punitiva austriaca contro l’italia, che si spinse fino al vicino Novegno e a Velo d’Astico.
Verso la cima del Priaforà, invece, si trova il sistema di gallerie fortificate.
La storia, l’arte e la fede della comunità perfettamente si fondono nei numerosi oratori votivi, le antiche pievi e le dimore storiche.
Ad Arsiero, accanto ai Cimiteri Militari e Civili, si trova la chiesa di Santa Maria dell’Angiadura, già esistente nel 1400 e prima chiesa parrocchiale del paese.
Sulle spoglie dell’antico castello, la chiesa Arcipretale di San Michele Arcangelo settecentesca, fu probabilmente concepita come cappella annessa al castello.
Curiosità, è qui che si trova il famoso Villino delle Rose, del romanzo “Leila” di Fogazzaro.
Lungo l’antichissima strada che collega Posina al passo della Borcola, nel ‘700 gli arsieresi edificarono la chiesetta di Monte Majo, al termine di un’epidemia di peste che causò centinaia di vittime.
A Velo d’Astico la chiesa di San Giorgio nel X secolo divenne pieve dei territori della riva destra dell’Astico e oggi è la più antica pieve della valle. In stile romanico - gotica con campanile dalla cuspide aguzza, ha probabili origini longobarde (VII sec.), dedotte dalla dedicazione a S.Giorgio. È uno scrigno d’arte che conserva affreschi del ‘300, il polittico di Battista da Vicenza, raffinati e ben conservati affreschi del 1400, una tavola cinquecentesca di Giovanni Speranza e un raro crocefisso ligneo di buona fattura della fine del ‘400.
Qui a Velo soggiornava lo scrittore Antonio Fogazzaro durante l’estate nella sua residenza estiva Villa Montanina.
Questi erano i suoi luoghi prediletti, dove ambientava i suoi romanzi, che leggiamo e riconosciamo, magari sotto nomi di fantasia, nelle sue opere.
Luoghi che come muse hanno ispirato la vena dello scrittore, e che lui ha contribuito a rendere famosi nel mondo, soprattutto dopo l’uscita del romanzo "Daniele Cortis".
Qui sono situate anche la cinquecentesca Villa Valmarana, della famiglia del Fogazzaro, la famosa Villa Carré nel "Daniele Cortis", e la settecentesca Villa Velo Zabeo, da lui tanto amata, affiancata da una costruzione quattrocentesca e arricchita da un parco storico, un giardino all’italiana e un parco secolare con la pescheria.