Il territorio della Pedemontana vicentina

Il territorio della Pedemontana vicentina

La Val d'Astico

Tra il piramidale monte Summano, singolarmente privo dei contrafforti collinari, e l'altopiano dei Sette Comuni s'allarga la valle dell'Astico, modellata dall'ultima glaciazione quaternaria, con i vasti residui morenici dell'ansa di Velo e dell'altopiano di Tonezza. 

La val d'Astico si apre a nord-ovest di Thiene e si sviluppa in direzione nord, poi nord-ovest, tra gli altipiani dei Sette Comuni e di Luserna a est, i monti Summano e Priaforà e l'altopiano di Tonezza a ovest, terminando contro l'imponente circo sul cui ciglio stanno i nuerosi nuclei di Lavarone.

Nella pianura alluvionale a ovest del corso d'acqua era tracciata la romana "via dell'Astagus" che collegava quasi in linea retta Caltrano con Vicenza, all'imboccatura della valle, penetrando poi nelle Prealpi verso i passi: su questo percorso insistono gli insediamenti di maggiore spessore storico attorno ai quali gravitava l'organizzazione fondiaria di più antica origine. 

A Piovene l'Astico, corso d'acqua torrentizio, che ha origine dall'altopiano di Lavarone e presso Pedescala riceve l'apporto del torrente Assa, inizia i lsuo corso mediano incidendo profondamente la piana e creando forti suggestioni paesaggistiche.    

Aprendosi quindi l'alveo in terreni basaltici si dirige as ud-est unendosi al Tesina, fiumicello di risorgiva nel quale nel '500 fu convogliato l'Astico (in origine tributario del Bacchiglione) per liberare Vicenza dalle sue piene.

La valle mostra evidenti fino alla conca di Arsiero (dove ricevendo il Posina si biforca) gli effetti delle alluvioni, mentre il fondo si sviluppa piano tra l'altopiano e il gruppo del Summano-Priaforà offrendo un paesaggio mosso e dolce che in alcuni tratti si arrampica a terrazze sui pendii.  



Tra il Brenta e l'Astico

Tra il Canale di Brenta - nome col quale si designa la sezione valliva tra Bassano e Primolano - e la Val d'Astico si trovano lembi di ambiente integro, con le colture tradizionali a vite e alberi da frutto, in cui dossi salgono verso l'altopiano dei Sette Comuni.

Nell'area si conservano tracce della centuriazione romana e qualche segno della colonizzazione benedettina, iniziata avanti il Mille. Notevoli, nel segmento pedemontano, le fortificazioni tardomedievali, tra le quali spiaccano le mura e i castelli di Marostica, le torri e le colombare di Breganze; numerose le ville, per lo più costruite su iniziativa della nobilità locale e vicentina.

Salvo Marostica che supera i 10 mila abitanti, i paesi sono di modesta consistenza, economicamente floridi, radicalmente convertiti nel secondo dopoguerra all'attività artigianale e alla piccola industria.