Rievocazione storica - Mercato Franco

Rievocazione storica - Mercato Franco

Nel 1992, anno del cinquecentesimo anniversario della concessione del Mercato franco, l'Amministrazione comunale e l'Associazione Commercianti costituiti in Associazione e quindi in Comitato, decidono di ricordare con una Rievocazione Storica i fatti storici del 1492 che hanno portato alla concessione del Mercato Franco esente cioè da tributi e dall'arresto per debiti. Un gruppo di appassionati ed entusiasti volontari thienesi e della Pedemontana vicentina danno concretezza all'idea realizzando costumi ed allestimenti per la Rievocazione.

Da allora la manifestazione è cresciuta di edizione in edizione con straordinaria evidenza, tanto da diventare, grazie alla qualità dell’evento e all’adesione al progetto europeo Euro XVI, un avvenimento internazionale.

Il centro storico di Thiene con le sue eleganti vie e ampie piazze accoglie le decine di migliaia di visitatori con oltre mille figuranti che indossano preziosi e variopinti costumi e con bancarelle e trattenimenti per soddisfare ogni esigenza.
Mercato in costume da visitare tra borghesi e nobili del tempo, ma anche una simpatia occasione per mercanteggiare la merce esposta pagandola con antiche monete della terra di Thiene :"le colombine" che si possono ritirare, convertendo gli euro, ai banchi dei cambia valute disposti nei punti chiave del mercato.

Si possono degustare vecchi dolci caserecci, fritole, fragrante pane rustico, gli infilzá di campagna, el peseto popolo, gli insacá de mascio, l'elisir di genziana e tante altre specialitá gastronomiche di un tempo... Il tutto accompagnato dal buon vino delle colline pedemontane.

Non mancano i prodotti della terra e dell'artigianato artistico, le sementi, gli animali... ed inoltre lane, tessuti, spezie ed erbe aromantiche. Si possono vedere all'opera artisti, pittori, scultori, creatori di meridiane e anche altri artigiani tra cui "el marangon, el fabbro, el moleta, el caregheta, el sestaro, el batirame, el scarparo, el veraro, el vasaro, el botaro, el saonaro, el sarto, el cordaro", le fioriste e la filiera della seta.

Ma c'é anche spazio per i giochi popolari, dal tiro ai "bussolotti" al lancio dei ferri da cavallo, dallo spacanose alla porcola e tanti altri giochi per il divertimento di bambini di ieri e di oggi.
L'atmosfera é alietata da giocolieri, cantastorie, poeti ed artisti di strada, da canti, musiche e danze dell'epoca.


Il "mercato"

Per il cittadino thienese il concetto di “mercato” trascende il dato puramente economico per assumere un significato ben più ampio e profondo, che investe tutta la sua storia. Thiene cresce nel tempo attorno al “mercato” inteso come complesso di attività economiche, come luogo degli affari, come fonte di ricchezza: attività economiche e luogo degli affari si intrecciano tra di loro e alcuni fatti e date vanno sottolineati.


La storia

Tra il 1279 e il 1281 si scava la Roggia, un corso d’acqua, tuttora esistente, che fino a pochi anni fa ha contribuito per settecento anni allo sviluppo dell’artigianato. I nobili Thiene, Porto, Pajello, famiglie che incontriamo fin dal Duecento, e poi i borghesi arricchitisi con i commerci e le libere professioni investono il loro denaro nell’acquisto delle fertili terre attorno a Thiene. Si alleva il bestiame e si sviluppa l’attività casearia. I prodotti relativi richiedono spazi adeguati per il mercato. Tre erano le piazze destinate alla vendita del bestiame, le attuali piazza Rovereto (bovini), piazza Cesare Battisti (ovini e suini), piazza Chilesotti (uova e pollame) mentre ai latticini e alle biade erano riservate due vie: vicolo delle Puine (ricotte) ora monte Cimone e via Trento.

Due erano le fiere legate a questo settore: la Fiera franca del 24 giugno, festa di san Giovanni Battista patrono di Thiene, concessa dal doge Francesco Erizzo nel 1640, che esentava dalle “gabelle” il bestiame in vendita, e l’altra cosiddetta Fiera franca del terzo lunedì d’ottobre che esisteva nel 1819 ma di cui non si conosce la data di inizio. Thiene sviluppa un’attività di “import-export”, come si direbbe oggi, fin dal “mercato rurale” del medioevo, esistente con certezza nel 1259: si narra che Azzo VII d’Este, capitano dei padovani, mette a ferro e a fuoco Thiene in «un giorno di mercato».

Per salvaguardare i suoi affari Thiene dovrà prendere due importanti decisioni: partecipare alla guerra tra Venezia e il Tirolo nel 1487 e chiedere al doge, nel 1492, il Mercato Franco: i due fatti sono correlati tra loro e ora ne narriamo la storia. Il 6 ottobre 1492, il doge Agostino Barbarigo concede a Thiene il Mercato franco, ossia esente da tributi e dall’arresto per debiti. La supplica al doge viene formulata il primo marzo dello stesso anno durante la Convicinia, cioè l’assemblea dei capifamiglia, alla presenza del vicario (podestà) Girolamo Valmarana. Il documento originale della supplica, conservato presso l’Archivio di Stato di Vicenza, così recita:
«In villa Thienarum/in plena publica et generali convicinia Comunis / voce Vicari congregata / mercati concessionem de gratia speciali suplicandum et requirendum». La Convicinia delega alcuni suoi componenti «ad comparendum et se presentandum / coram Ill.mo et exc.mo d. Domino nostro Venetiarum» e li autorizza a «facere quascumque expensas / necessarias et opportunas pro consecutione dicti mercati».

I capifamiglia per sostenere la loro richiesta al doge, si fanno forti dell’aiuto dato dai thienesi durante la guerra tra la Serenissima e i tedeschi che vede gli armati di entrambe le parti scontrarsi, nell’arco di sette mesi, intorno alla città di Rovereto, baluardo difensivo dei possedimenti veneti nel Trentino. Ecco quindi cinquecento giovani thienesi, al comando del vicario conte Giangiacomo Thiene, scendere dal Restello di Vallarsa, postazione di guardia sulla strada che da Vicenza porta a Rovereto, prendere d’assalto il Castello di Rovereto, entrare nella cittadina e innalzare il Gonfalone di San Marco: è il 25 Luglio 1487. La ducale prosegue con la concessione del mercato franco «singulo die lune mercatum»: così ogni primo lunedì del mese, i thienesi poterono tenere il mercato libero dai tributi e dall’arresto per debiti. Thiene, in forza della sua partecipazione al conflitto, chiede il Mercato franco e il Governo veneto, nella sua lungimiranza, lo concede.

A ricordo dei fatti c’è una lapide murata sulla parete della Loggia dell’attuale Monumento ai Caduti. È stata tolta dai francesi nel 1797 dal vecchio Municipio “veneziano” e ripristinata nel 1866 dopo il periodo asburgico: si voleva evidentemente cancellare dalla memoria il ricordo del dominio veneto. I thienesi invece si sono sempre tramandati il ricordo di questi fatti.

È venuto quindi spontaneo all’Amministrazione comunale e all’Ascom, nel 1992, in occasione del cinquecentesimo anniversario della concessione del Mercato Franco, costituire un comitato e ricordarli con la prima Rievocazione Storica. Il 10 ottobre 1992, i rappresentanti dei comuni di Thiene e di Rovereto e delle due comunità assistono alla Rievocazione.

Un corteo in costume preceduto dal doge con la sua corte, animato dagli sbandieratori e seguito dal popolo, percorre le vie del centro storico, mentre una rappresentazione teatrale porta in scena i soldati di Rovereto, la Convicinia dei capifamiglia, la supplica al doge e la sua risposta.

Nel 1998 viene allestito il mercato rinascimentale. Il Comitato e la Pro Thiene lavorano alacremente per migliorare gli aspetti teatrali, scenografici, ludici e gastronomici e per perfezionare i costumi tanto che il corteo storico e il Mercato rinascimentale, con ormai più di cinquecento figuranti, raggiungono un livello tale che vengono richiesti al di fuori di Thiene: il corteo va a Venezia all’apertura del Carnevale, a Milano in occasione dell’inaugurazione della nuova illuminazione del Castello Sforzesco, a Caldogno per la riapertura della restaurata villa palladiana, mentre a Rovereto il Mercato rinascimentale, allestito nelle viuzze del centro storico, è un momento caratterizzante della manifestazione Rovereto Venexiana. Nel corteo sono rappresentate le autorità e i ceti sociali del 1492, dal doge con i suoi consiglieri scarlatti e neri, dal vicario, dal capitano e dai nobili thienesi. E poi borghesi, artigiani, artisti, contadini, mercanti.

Nel mercato rinascimentale, che trova spazio nel centro storico, sono rappresentati i settori economici del 1492: l’agricoltura, l’artigianato, il tessile in particolare, il commercio e le arti. A questi si aggiungono la gastronomia e i divertimenti.

Accanto alla Rievocazione, si svolge la cosiddetta Fiera franca del terzo lunedì d’ottobre, recuperata nel 1992 dalla tradizione risalente certamente ai primi dell’Ottocento, ma non più come fiera del bestiame ma trasformata in un mercato contemporaneo particolare.

Gran parte di questo lavoro è affidato al volontariato: passione, interesse, amore per Thiene e la sua storia muovono queste persone.

Ancora oggi, ogni lunedì, feriale e festivo, a Thiene si tiene il mercato.