Comune di Posina

Comune di Posina

Posina

Regione: Veneto
Provincia: Vicenza
Estensione: 43,47 Kmq
Popolazione: 730 abitanti
Nome degli abitanti: Posinati
Sedi parrocchiali: parrocchia di Santa Margherita a Posina, parrocchia di San Rocco a Fusine

Il toponimo Posina deriva probabilmente dal tedesco “busen” che significa seni, anfratti. Posina è il nome del torrente che dà il nome anche alla valle e al centro principale. La Val Posina è divisa in due in tutta la sua grandezza dall’omonimo fiume che nasce in Val Caparra sotto al Pasubio e va a sboccare come affluente dell’Astico a Seghe di Velo dopo aver ricevuto nel suo corso a Fusine il torrente Rio, a Castana il torrente Zara e a Franzellotto il torrente Rio Freddo.

Posina un tempo era capoluogo di tutta la vallata, compresi Laghi, Cavallara, Fusine. Posina centro è unita ad Arsiero con una strada lunga 10 km circa e comunica a ovest per mezzo di altra strada per Passo Xomo e Ponte Verde con la nazionale che da Schio attraversando Valli del Pasubio porta a Rovereto: la strada Arsiero-Posina continua pure attraverso il Passo della Borcola fino a Terragnolo da cui o si scende a Rovereto o si sale fino a Serrada e Folgaria.

Il territorio comunale di Posina è molto vasto e va dai Monti Priaforà e Novegno, fino alla sommità del Monte Pasubio e dal Monte Gamonda al Monte Majo. Ha una vegetazione assai abbondante, una morfologia assai varia ed un verde che è caratteristico ed unico.

Cenni storici

"Nel 1871 il Comune di Posina contava ben 3339 individui, distinti anagraficamente in 1600 uomini e 1739 donne. Da un’analisi effettuata tenendo in considerazione il periodo che va dal 1851 al 1879 era apparso che la popolazione era aumentata solo di 872 individui in tutto, vale dire 30 individui per anno, numero vagamente esiguo che ci dimostra una sufficiente ma non florida condizione del paese, questo dovuto principalmente al fenomeno dell’emigrazione.
Posina contava 96 contrade delle quali solo 5 unite costituivano il centro: Chiesa della Piazza, di Sareo, Cucco, Munari e Canova).
L’agricoltura e il commercio di bestiame furono le principali attività che presero piede a Posina infatti gli abitanti di questi monti seppero possentemente approfittare della costituzione del terreno. Al contrario non riuscirono a svilupparsi pienamente il commercio e l’industria. L’industria estrattiva ad esempio non viene minimamente tentata; le cave di pietra non vengono sfruttate a causa, principalmente, della mancanza di strade; l’industria laniera è del tutto abbandonata; l’industria di Posina si riduce quindi ai pochi molini ad uno a due palmenti ed ai lavori di chioderia .
Dal lato idrologico Posina è tra i più fortunati e felici paesi, tanto più che grazie alle sue acque superficiali promuove l’agricoltura con l’irrigazione e agevola i lavori delle arti dando quella forza motrice alle diverse officine. La tradizione ricorda in paese non poche e tremende irruzioni del Posina, ad esempio nel 1561 tre molini venivano asportati dall’irruenza dell’acqua. Altre alluvioni, non meno disastrose, avvennero negli anni seguenti, così da dichiarare il torrente Posina uno dei più infidi torrenti della provincia".
(tratto dal libro Posina e il suo territorio di Giuseppe Pasqualigo)