Comune di Montecchio Precalcino

Comune di Montecchio Precalcino

Montecchio Precalcino


Frazioni: Preara, Levà
Superficie: kmq 14,33
Altitudine: metri 84 s.l.m.
Comuni limitrofi: Dueville, Sandrigo, Breganze, Villaverla, Sarcedo, Thiene
Distanza da Vicenza: km 15




Il nome e il territorio

Il suo nome emblematico, Montecchio da “Monticulus” (piccolo colle) e Precalcino da “Praedium” (podere fondo) e “calx” (calce), identifica in modo chiaro e indelebile le due realtà che compongono il territorio comunale, la collina e la circostante pianura alluvionale dai cui ciotoli calcarei, opportunamente lavorati, si ottiene la calce.

La collina è costituita da rocce basaltiche in parte adulterate e da marne di sedimentazione del Miocene; la pianura si deve ai detriti accumulatisi durante le glaciazioni e le successive innumerevoli piene del torrente Astico, mentre il suolo in buona parte è attraversato da numerose rogge.


I luoghi di interesse

E' stato predisposto a cura dell'amministrazione comunale un itinerario turistico di circa 12 chilometri opportunamente segnalato che accompagna alla scoperta degli angoli più suggestivi e interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico e dei più ragguardevoli edifìci storici e artistici.

Villa Forni Cerato
Villa Nievo Bonin
Villa Cita Brandizii

Chiesa parrocchiale dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia
Venne eretta a partire dal 1729 su di un precedente edificio cinquecentesco che ne surrogava uno medioevale. La bella facciata s'adorna di sei sculture di Giuseppe Sordina (1731) mentre l'interno luminoso e armonico s'impreziosisce di cinque altari marmorei sei-settecenteschi, di un notevole ciclo di tele e di affreschi di Costantino Pasqualotto (1732 - 1742), di una pala di Alessandro Maganza (1606) e di tre pregevoli sculture attribuite a Girolamo Pittoni da Lumignano (1535 ca.). Nella piazzetta antistante spicca il bel monumento ai Caduti di Ugo Pozza (1926) e in quella del municipio l'artistica fontana di Pompeo Pianezzola (1992).

Chiesa di S. Pietro in Castelvecchio
Sorge al centro di un piccolo promontorio, che si stacca ad occidente della collina circondato su tre lati da ripidissimi fianchi, sull'area di un castello vescovile distrutto nel 1313.
Documentata a partire dal XIII secolo, s'impone per l'interesse espresso dall'abside poligonale di tipo ravennate e per il vasto ciclo di affreschi che ne decora le pareti interne (l'Annunciazione e l'Eterno Padre sulla parete dell'arco trionfale e un fregio con i dodici Apostoli che si sviluppa sotto la linea delle travature) attribuiti a pittore vicentino dei primi decenni del XVI secolo (Verla o bottega dei Fogolino) e l'abside (San Giovanni Battista e San Francesco d'Assisi) della seconda metà del Cinquecento.

La Bastia
Qui, sulla sommità della collina, sorgeva il castello scaligero, distrutto dai padovani nel 1386, sulle cui fondamenta e in parte ricalcandone il perimetro sono sorti vari edifici in epoche diverse tra cui una villa che presenta nella facciata, scandita da cin­que intercolumni dorici, aspetti formali tipi­ci dell'architettura vicentina della fine del Cinquecento o degli inizi del Seicento. Panorama estesissimo.

Cappella della Madonna del Torniero
E' il piccolo santuario mariano locale, risa­lente agli albori del Seicento e caratterizza­to da una vistosa serliana che ne connota il prospetto. Venne costruito per ospitare una venerata immagine policroma della Vergine col Bambino scolpita in pietra tenera locale nei modi tipici dell'arte popolare quattro-cinquecentesca.

Chiesa di S. Rocco
Posta su di uno sperone basaltico della col­lina, di forme semplicissime, fu voluta dalla Comunità come voto nell'imperversare della peste sul declinare del quindicesimo secolo. Il settecentesco altare accoglie una prege­vole scultura lignea policroma coeva raffi­gurante il Santo taumaturgo mentre su una mensola laterale si trova esposta una splen­dida Madonna col bambino, pure in legno policromo, ascrivibile ad un maturo Cinquecento.

Villa Da Schio Caretta
A lungo ritenuta eretta su progetto di Andrea Palladio è in realtà ristrutturazione (molto alterata) di un preesistente edificio ad opera di Pietro da Nanto che vi lavoro a partire dal 1552.

Murazzo romano e veneziano
Poderosa opera di sbarramento (2,5 - 3 metri di larghezza per altrettanti di profon­dità) ancora in parte affiorante dal terreno, che univa la collina di Montecchio Precalcino con i terrazzi alluvionali prossi­mi a villa Capra di Sarcedo, per regolamen­tare le acque dell'Astico. Dibattuta la sua datazione: vari studiosi la ritengono di epoca romana, altri medioeva­le. Il cosiddetto "murazzo veneziano" venne invece eretto tra il 1507 e il 1532 più a sud nei pressi della Scuola Materna; l'attuale Amministrazione ha provveduto al restau­ro.

Villa Franzan Carta
Rimasta incompiuta, presenta caratteri sti­listici propri della prima metà del Seicento sia nel breve settore padronale lungo la strada sia nell'adiacente barchessa, il cui prospetto è scandito da sette archi insistenti su pilastri caratterizzati da vistose bugne in laterizio. La vicina sconsacrata cappella gentilizia di San Michele Arcangelo risale al 1677.

Cimitero di guerra britannico
Posto in collina poco distante dalla chiesa parrocchiale, accoglie le salme di 439 sol­dati inglesi deceduti durante la prima guer­ra mondiale.

Chiesa Parrocchiale del SS. Redentore
Edificata su progetto dell'ing. Ferruccio Cattaneo nel 1901 in stile gotico ogivale a croce latina, venne completata nella deco­razione pittorica e scultorea negli anni 1913 - 1914. Notevoli due altari marmorei del secondo Seicento e una campana del 1691 spettante ai noti fonditori De Maria.


Cenni storici

La presenza dell'uomo preistorico è testimoniata da vari reperti del Paleolitico Medio, dell'avanzato Neolitico, dell'Età del Bronzo e del Ferro (cultura Paleoveneta); la penetrazione e l'affermazio­ne della civiltà romana sono testimoniate da tracce di una centuriazione e dalla regola­mentazione delle acque dell'Astico tramite un poderoso "murazzo" che ancora affiora a nord della collina. Una piccola necropoli tardo romana introduce al periodo longo­bardo e una spada carolingia allude alla fine del loro regno sotto l'incalzare della potenza dei Franchi.

Un castello vescovile, eretto forse nel X secolo, e una cella monastica benedettina, primo embrione della futura parrocchia dedicata ai santi Vito, Modesto e Crescenzia, annunciano il tormentato perio­do feudale che avrà i suoi ultimi sussulti con la distruzione della Bastia (1386). Con l'av­vento della Repubblica di Venezia (1404) ini­zia un lungo periodo di pace; si intensifica la coltivazione della terra, si costruiscono nuove opere di difesa contro le acque dell'Astico ("murazzo" del 1532); la nobiltà erige le sue ville, i frati Girolimini prima (1532 ca.) e Domenicani poi (1729) riedifica­no la chiesa parrocchiale. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797) e il domi­nio austriaco, con l'annessione al Regno d'Italia (1866) prenderà l'avvio una lunga stagione caratterizzata da crisi ricorrenti che sul finire dell'Ottocento e dopo la secon­da guerra mondiale sfoceranno in una mas­siccia emigrazione verso i paesi europei, l'America e l'Australia.

Bisognerà attendere questi ultimi anni per vedere uno sviluppo economico, sociale e culturale al passo con i tempi, espresso dalle oltre duecento ditte artigianali e industriali che operano nel nostro Comune, da una intensa attività edili­zia, da un'attenta politica dei servizi e da una vivace attività culturale e sportiva.